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Capire le malattie rare

Le malattie rare sono malattie che colpiscono un numero ristretto di persone. Alcune malattie sono talmente rare che persino gli specialisti ne vengono a contatto solo poche volte durante la loro intera carriera. Per i pazienti che ne soffrono e le rispettive famiglie, malattie di questo tipo possono essere molto stressanti.

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Cosa sono le malattie rare?

In Svizzera e in Europa, una malattia è considerata rara se colpisce al massimo 5 persone su 10 000. A oggi sono state riconosciute circa 6 000 – 7 000 malattie rare in tutto il mondo e se ne aggiungono continuamente di nuove.

Sebbene una singola malattia rara colpisca poche persone, esistono tuttavia così tanti quadri clinici diversi che chi soffre di malattie rare rappresenta circa il 7% della popolazione . Gli esperti stimano che in Svizzera almeno mezzo milione di persone soffra di una malattia rara.

Le malattie rare formano una categoria di quadri clinici molto diversi fra loro e spesso complessi.

Rappresentazione di tanta gente, fra cui solo alcuni spiccano perché di colore diverso
7 persone su 100 sono affetti da una malattia rara.

Cosa sappiamo delle cause?

Una parte delle malattie rare hanno origine genetica o parzialmente genetica3, il che significa che derivano da una mutazione nel patrimonio generico. Informazioni più dettagliate sulle alterazioni del patrimonio genetico sono disponibili qui. Altre malattie hanno cause riconducibili a infezioni rare, patologie autoimmuni o altri disturbi; in altri casi ancora, finora la causa o non è stata definita o lo è stata solo in parte.

Qual è il decorso della malattia?

In una parte di queste malattie, i sintomi iniziano a manifestarsi già poco dopo la nascita o nei primi anni d’infanzia a causa di anomalie, mentre negli altri casi emergono solo in un secondo momento. Oltre il 50% delle malattie rare non provoca disturbi o sintomi fino all’età adulta.

Le malattie rare sono patologie gravi, spesso croniche e progressive. Possono essere accompagnate da invalidità e/o ad aspettative di vita limitate. A oggi, per la maggior parte di queste malattie non vi sono (ancora) prospettive di guarigione. Tuttavia, attraverso dei trattamenti per determinate patologie, è stato possibile fare progressi con l’obiettivo di alleviare i sintomi e, in alcuni casi, di allungare l’aspettativa di vita. Ciò è sicuramente motivo di speranza e una motivazione per continuare con la ricerca.

Padre e figlio si abbracciano sul divano

Malattie rare: particolarità e sfide

Essendo il numero di pazienti affetti da queste patologie molto basso, le malattie rare comportano un’intera serie di sfide e problemi:

  • Purtroppo per molto tempo è stata dedicata troppa poca attenzione al tema delle malattie rare da parte di medici, scienziati e politici.
  • Il numero ridotto di persone colpite rende difficile lo svolgimento di studi clinici per lo sviluppo di nuovi farmaci, in quanto non è facile trovare un numero sufficiente di partecipanti.
  • Spesso per ragioni mediche ed economiche, la ricerca e l’assistenza medica per questi pazienti non è ottimale.
  • La conoscenza in materia è molto limitata, così come il numero di esperti specializzati in queste malattie.
  • I test diagnostici sono disponibili solo per una parte delle malattie rare.
  • Per la maggior parte delle malattie rare non vi sono terapie efficaci. Le terapie esistenti si limitano spesso solo a combattere i sintomi.
  • La vita quotidiana dei pazienti affetti da malattie rare e delle loro famiglie, oltre a essere caratterizzata da incertezza, dubbi e paura, deve anche fare i conti con difficoltà di carattere sociale, psicologico, culturale e finanziario. Spesso servono anni per individuare la diagnosi giusta. Molti pazienti non ricevono alcuna diagnosi in quanto spesso mancano le conoscenze mediche necessarie per riconoscere una malattia rara. La situazione di queste persone è particolarmente critica, poiché a queste rimane precluso l’accesso a un sostegno adeguato.

Nozioni di base di genetica

Poiché molte malattie di questo tipo legate ad alterazioni nel patrimonio genetico e pertanto di natura congenita, ci preme fare una piccola panoramica sulle nozioni di base di genetica. Per molte malattie ereditarie, infatti, è possibile stimare dal punto di vista statistico la probabilità con cui i figli possano ereditare la malattia dai genitori.

I cromosomi trasportano il materiale genetico

Tutte le informazioni importanti che vengono trasmesse dai genitori ai propri figli sono contenute all’interno di 46 cromosomi presenti nel nucleo cellulare. Questi sono divisi in 22 coppie (per un totale di 44) e un’ulteriore coppia di cromosomi sessuali: il cromosoma X e il cromosoma Y. Le donne presentano due cromosomi X, mentre gli uomini un cromosoma X e un cromosoma Y. Nella riproduzione, i figli ricevono metà dei cromosomi dalla madre e l’altra metà dal padre.

I geni contengono le “istruzioni” per alcune importanti proteine

Un gene è un piccolo frammento posto sul cromosoma che contiene il “piano di costruzione” di una proteina. Le proteine svolgono molti compiti diversi e tra l’altro giocano un ruolo centrale nel metabolismo. Se un gene subisce una modifica (mutazione) alla relativa proteina verrebbe a mancare il cosiddetto “piano di costruzione” corretto/completo, e ciò causerebbe gravi conseguenze, come ad esempio una seria malattia metabolica.

Vari tipi di ereditarietà genetica

Per “ereditarietà” si intende la trasmissione di determinati caratteri dalla madre o dal padre ai figli. L’ereditarietà è importante per la diagnosi di malattie genetiche. Tracciando un albero genealogico, talvolta è possibile seguire una determinata malattia ereditaria la cui manifestazione risale a parecchie generazioni prima.

Esistono diversi tipi di ereditarietà. Se la mutazione del gene responsabile della malattia genetica si trova sul cromosoma X, si parla di ereditarietà legata al cromosoma X. Un esempio di questo tipo di ereditarietà è costituito dall’emofilia, in cui le informazioni per la formazione di fattori coagulanti si trovano sul cromosoma X. Se sul cromosoma X è presente una mutazione di un determinato gene, non viene più prodotto il fattore VIII, e ciò provoca l’emofilia. Questo vale soprattutto per gli uomini, poiché presentano un solo cromosoma X (fig. 1).

Nelle donne, il cosiddetto “piano di costruzione” per il fattore di coagulazione è presente solitamente anche sul secondo cromosoma X senza mutazione, che fa in modo che l’errore sul cromosoma alterato venga compensato. Ecco perché l'emofilia è molto rara nelle donne. Tuttavia, è possibile che le donne che presentano una mutazione genetica sul cromosoma X siano “portatrici sane” e possano trasmetterla ai propri figli (fig. 2).

Rappresentazione di tanta gente, fra cui solo alcuni spiccano perché di colore diverso

Ereditarietà di un disturbo o di una malattia legata al cromosoma X da parte di un uomo affetto dalla malattia (ad es. emofilia). L’uomo affetto dalla malattia trasmette il cromosoma X con la mutazione genetica alle figlie, le quali non manifesteranno la malattia, ma saranno portatrici del gene mutato.

Rappresentazione dell’ereditarietà di una malattia del cromosoma X da parte di una donna non malata

Ereditarietà di una malattia legata al cromosoma X da parte di una donna non affetta dalla malattia, ma portatrice del gene mutato. Il rischio statistico che i figli maschi di questa donna siano colpiti dalla malattia ereditaria è del 50%. In caso di figlie femmine, si avrà anche qui il 50% di rischio che queste possano essere portatrici del gene mutato.

Rappresentazione dell’ereditarietà di una malattia genetica autosomica dominante

Ereditarietà di una malattia genetica autosomica dominante. Il rischio statistico che i figli, sia maschi che femmine, di un genitore colpito ereditino la mutazione del gene, e di conseguenza la malattia, è del 50%.

 

Rappresentazione dell'eredità di una malattia ereditaria autosomica recessiva

Ereditarietà di geni autosomici recessivi dai genitori ai figli. Entrambi i genitori sono portatori del gene mutato, ma non manifestano la malattia. Dal punto di vista statistico, il 50% dei loro figli sarà ugualmente portatore sano, ma come loro non presenterà la malattia; il 25% dei figli erediterà il gene mutato dal padre e dalla madre e manifesterà la malattia, mentre il 25% dei figli erediterà il gene mutato dal padre e dalla madre, ma non presenterà né la malattia né sarà portatore.

I cromosomi che non partecipano alla determinazione del sesso si chiamano autosomi. Nelle cellule umane sono presenti 22 coppie di autosomi. Le mutazioni genetiche possono essere o dominanti o recessive.

Se una malattia ereditaria è autosomica dominante, significa che il bambino con il gene difettoso su un autosoma svilupperà effettivamente la malattia genetica (fig. 3).

Se invece l’ereditarietà è autosomica recessiva, il bambino svilupperà la malattia genetica solo se avrà ereditato il gene difettoso sia dal padre che dalla madre. Se erediterà un gene sano dal padre e un gene mutato dalla madre, non manifesterà la malattia, ma sarà portatore del gene mutato e lo potrà trasmettere alla progenie (fig. 4).

Esempi di diversi tipi di ereditarietà genetica

Molte malattie rare hanno un'origine genetica o parzialmente genetica. Ecco alcuni esempi Vari tipi di ereditarietà genetica più importanti:

 

  • Ereditarietà autosomica dominante: sindrome di Marfan; neurofibromatosi
  • Ereditarietà autosomica recessiva: fibrosi cistica
  • Ereditarietà legata al cromosoma X: emofilia

Ulteriori tipi di ereditarietà

Una malattia ereditaria non è sempre causata dalla mutazione di un solo gene difettoso. A volte sono più di uno i geni responsabili dello sviluppo di una malattia; in questo caso i medici parlano di “malattia poligenica”. Anche i fattori ambientali spesso contribuiscono allo sviluppo di una malattia (malattia multifattoriale).

Inoltre, vi sono le cosiddette malattia cromosomiche: queste sono causate da un’alterazione del numero o della struttura dei cromosomi (esempio: trisomia 21).

Le malattie ereditarie possono anche essere causate da mutazioni “de novo”. In questo caso, l’alterazione del materiale genetico avviene nell’ovulo o nello spermatozoo e ciò può comportare la nascita di un bambino con una malattia genetica anche senza che i genitori o la famiglia abbiano una malattia di questo tipo.

Il medico consiglia la famiglia
La consulenza genetica può fornire chiarezza

Consulenza genetica

Solitamente è possibile trovare centri di assistenza presso le cliniche universitarie. Una consulenza genetica può essere utile in molte situazioni.9 Un esempio può essere se si desidera avere figli ma uno dei due partner soffre di una malattia ereditaria o è presente un’alterazione genetica nel resto della famiglia. Oppure se una coppia ha già un figlio con una malattia congenita e vorrebbe conoscere le probabilità con cui possa nascere un altro bambino affetto dalla malattia. La consulenza genetica potrebbe essere utile anche qualora una donna avesse avuto diversi aborti senza aver ben chiare le cause. Anche per i fratelli di un paziente colpito da una malattia ereditaria, conoscere la propria predisposizione genetica può essere importante se si desidera avere figli.

 

Mia sorella presenta un grave handicap a causa di una malattia ereditaria. Dal test genetico è risultato che io non sono portatrice sana della malattia, e questo mi ha sollevata.

Riepilogo

Le malattie rare sono patologie gravi, spesso croniche e progressive, associate a handicap. Si tratta spesso di malattie che hanno origine genetica o parzialmente genetica. Vi sono pochi esperti specializzati in queste malattie, perciò spesso ci vogliono anni per ottenere la diagnosi giusta.

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