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Fokus mensch
MS Diagnose an einem Tag im August
10.07.2020

Ricaduta e diagnosi di SM durante la gravidanza

Era il 1° agosto 2012. Un mese prima nostra figlia aveva festeggiato il suo primo compleanno e io ero alla 25a settimana di gravidanza in attesa del nostro secondo miracolo. Per la sera avevamo invitato degli amici per una piacevole cenetta. Ero impegnata con i preparativi e naturalmente con nostra figlia, perciò non avevo dato molta importanza a quel puntino nero che vedevo da un occhio. Pensavo che mi ci fosse semplicemente entrato qualcosa e che sarebbe andato via da solo...

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Vedevo sempre peggio

Il giorno successivo andai via due giorni con mia figlia dai miei genitori che vivono a un’oretta di distanza da noi ed ero contentissima di fare una visita alla mia vecchia casa. Passammo due bei giorni in compagnia del nonno e della nonna, il che mi aveva distratta e non avevo pensato più di tanto al mio occhio. Durante il ritorno a casa, però, iniziai a notare che la vista, invece di migliorare, era un po’ peggiorata. Tuttavia era sabato, così decisi di lasciar passare il fine settimana e prendere un appuntamento con un oculista subito il lunedì mattina. Continuavo a credere che si trattasse semplicemente di qualcosa nell’occhio.

Il nervo ottico era danneggiato

Lunedì mattina mi feci accompagnare da mia suocera dall’oculista, dato che la vista era peggiorata non volevo essere io a guidare l’auto. L’oculista mi visitò l’occhio, con cui ormai non riuscivo quasi a vedere niente, e constatò che a essere danneggiato non era l’occhio in sé, bensì il nervo ottico. Mi mandò direttamente a una clinica oculistica a Zurigo per un secondo accertamento, perciò mia suocera andò a prendere mia figlia e io il treno per Zurigo. Non conoscendo la città, dovetti prima cercare il tram giusto per arrivare alla clinica.

Ergebnis der Augenuntersuchung bei MS auf Computermonitor
Esito della visita oculistica in caso di SM sul monitor di un computer

Alla fine riuscii ad arrivare in tempo e alla clinica mi visitarono di nuovo. Dopo mi mandarono a fare altri due controlli. Infine, alle 17:00 ebbi un ultimo appuntamento per la mia prima risonanza magnetica (senza mezzo di contrasto per via della gravidanza). Poi finalmente mi mandarono a casa. Ero davvero distrutta e l’unica cosa che desideravo era mettere a letto mia figlia e godermi una serata tranquilla. In quel momento non ero davvero preoccupata. Di per sé sono una persona positiva e finché non mi viene detto il contrario, penso vada tutto bene.

La conferma del sospetto di SM

Due giorni dopo ricevetti però una chiamata dalla clinica: mi chiesero se potevo passare nel pomeriggio per parlare delle analisi degli esami. In realtà avevamo già in programma di andare con un’amica e suo figlio al lago per goderci la bella giornata di agosto. Così la mia amica passò a prendere nostra figlia per portarla con sé, in modo che io potessi andare da sola a Zurigo.

Mentre stavo prendendo l’ascensore della clinica per raggiungere la stanza che mi era stata indicata, provai per la prima volta uno strano presentimento. quando lessi che a quel piano si trovava il reparto di neurologia e consulti per la SM: Il medico mi spiegò che purtroppo le immagini della RM avevano confermato il sospetto che io avessi la SM. In quel momento ero ovviamente sotto shock e subito mi preoccupai enormemente per nostra figlia e la creatura che avevo in grembo, pensando che potessero ereditare questa malattia. Per fortuna il medico mi tolse questa preoccupazione.

Come terapia dovetti iniziare subito con un’infusione di cortisone per i tre giorni successivi. Poiché ero molto preoccupata dal fatto che le infusioni potessero essere dannose per il nostro bambino non ancora nato, venne consultata anche una ginecologa. Mi spiegò che anche alle donne a rischio di parto prematuro veniva somministrato il cortisone, anche se non nella stessa dose, e che non ci sarebbe stato alcun problema per il bebè. Dopo il colloquio mi sentii più rassicurata e acconsentii alla terapia, trovandomi qualche istante dopo già sotto flebo. Il viaggio verso Zurigo era un po’ complicato e lungo per me.

 In più sarebbe diventato più difficile prendermi cura di nostra figlia. Per fortuna riuscii a fare in modo di ricevere le infusioni successive nell’ospedale vicino a noi.

La mia vista non migliorava

Dopo una settimana di pausa, ebbi un’altra visita di controllo nella clinica. Non riscontrando nessun miglioramento, la terapia dovette continuare per un’altra settimana. Purtroppo anche così facendo, la terapia non aveva effetto e la mia vista non migliorava, ma per via della gravidanza e non volendo ovviamente mettere in pericolo la salute del nostro bambino, i medici preferirono non prendere in considerazione altri trattamenti. Non restava altro che aspettare. Intanto, per sicurezza, mi sottoposero a controlli più frequenti nel corso della gravidanza, ma per fortuna il bebè si sviluppò normalmente. Ovviamente non vedevamo l’ora che nascesse. Ci venne però assicurato che la RM e i farmaci somministratimi ad agosto non erano dannosi per il bambino, ma non riuscimmo lo stesso a fare a meno di preoccuparci di come potesse tollerarli.

Kuscheltier in Rosa
Coccoloso giocattolo in rosa

Tutto è bene ciò che finisce (più o meno) bene!

Nonostante un’ulteriore attesa che rese il tutto ancora più emozionante, il parto ebbe inizio a fine novembre, dieci giorni dopo la data prevista. Poche ore dopo fummo felicissimi di poter stringere fra le nostre braccia una bambina in piena salute.

 

Gaby

La vostra Gaby

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